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“Lele Mora mi molestava”

12 aprile 2007 letto 608 volte 4 Commenti Stampa Stampa

Il muratore del Grande Fratello 5, Alessandro Capone, sarebbe stato molestato da Lele Mora. Vallettopoli continua a mietere vittime, ma soprattutto a far parlare i giornali con scandalose rivelazioni. Spesso, inutile dirlo, di carattere sessuale. [...]
«L’interesse di Lele Mora nei miei confronti era di carattere sessuale. Mi prometteva contratti, lavoro, in cambio voleva che con cadenza settimanale, in pratica ogni martedì sera, andassi a dormire a casa sua. Così ho frequentato la sua abitazione per 7/8 mesi a Milano, in viale Monza 9. Arrivavo a casa verso le 19 -19.30. Seppur avessi la mia stanza, Lele voleva che dormissimo insieme, voleva carezze, baci, palparmi il sedere, toccarmi i capelli…». Inizia così la querela per molestie sessuali contro Lele Mora che ieri mattina Alessandro Capone, uno dei volti del «Grande Fratello 5», il muratore toscano, fisico palestrato, lunghi capelli lisci, ha denunciato ai carabinieri di Lucca, città dove il giovane risiede con la fidanzata. (blogosfere.it)

4 Commenti »

  • LUANA ha scritto:

    TrOVO SCANDALOSO..CHE TUTTI..ORA…CHE ESPLOSO VALLETTOPOLI…SI RICORDINO DELLE CARATTERISTICHE NEGAtIVE DI LELE MoRa!RICORDO AD ALESSANDRO CAPONE..CHE DURANTE IL GF5 NELLa SUITE CON JONATHAN.HA FATTO DELLE COSE ASSURDE..ANCORA LA GIALAPPA NE PARLA…QUINDI…FORSE NON ERA LELE CHE TI MOLESTAVA..MA TU CHE APPROFITTAVI,DI QUALCHE SUA DEbOLEZZA!

  • Davide ha scritto:

    Ci speravo che prima o poi qualcuno parlasse ma trovo strano che sia stato ascoltato.Io parlo perchè lo so poichè ci ho sbattuto il muso contro dopo il corso di teatro per fare l’attore e dopo che partecipai al più bello d’italia.L’ 88% della gente televisiva presente in tv viene lanciata da lelemora in cambio di favore sessuali sia uomini che donne, in questo schifo ne partecipano anche maurizio costanzo che ha lanciato fiorello inculandolo “letteralmente” maria de filippi che si fa le lesbicate.un altro 10% è nelle mani di gente come amendola, e gli altri potenti della tv. forse il 2% percento arivano per talento per per continuare a lavorare vanno acompromessi. chi può spadroneggiare sulle subret a piacemento è berlusconi.Questa merda per noi del settore si spaeva ma la gente ignorava…perchè i personaggi televisivi non posso dire al telegiornale come stanno le cose sulle loro emittenti.infatti trovo assurdo che sia trapelata la notizia di alessandro….la punta del più grande iceberg di scandalo che sia mai esistito.

  • Antonella ha scritto:

    Obiettivamente, un’intervista difficile. Perché la figlia di Lele Mora è persona gentile, a modo, una vera antidiva, e però è impossibile non farle domande che rasentano la perfidia sul conto dell’illustre genitore, che dei divi è agente, angelo custode, a dir poco discusso padre padrone. Per di più alla vigilia del processo che lo vede accusato di essere non tanto protettore, quanto ricattatore dei vip, nella famosa vicenda di Vallettopoli (vedi box qui a lato). Scontato che Diana Mora parli bene di papà. Scontato che spari a zero su chi gli ha voltato le spalle, dopo averlo idolatrato per anni. Meno scontata la prova di venerazione/adorazione filiale, che potrebbe tranquillamente fruttare a «Mora» (come lo chiamano tutti in agenzia, a volte perfino suo figlio) il titolo di padre più fortunato d’Italia.
    Diana, ti aspettavi la richiesta di rinvio a giudizio per tuo padre?
    «Speravo che archiviassero subito tutto, ma non credo alla cattiveria dei magistrati: stanno solo facendo il loro lavoro. Piuttosto mi spaventa l’idea che possa ripartire la gogna mediatica sui giornali. E comunque ben venga il processo, sarà una liberazione. Prima finisce questa storia e meglio è».
    Dicono che dal 6 dicembre in poi, giorno in cui l’inchiesta Vallettopoli è decollata, tu sia stata malissimo?
    «È verissimo: prima sono molto dimagrita, poi sono stata male di stomaco e ho dovuto fare una cura specifica. Ma soprattutto ho sofferto per mia figlia Giulia, che ha dieci anni, e a volte mi ha visto piangere. Per di più andava a scuola e si sentiva dire dai suoi compagni: “Tuo nonno è in prigione”».
    Il momento più brutto?
    «Quando hanno arrestato Fabrizio Corona, in marzo. Mai pensato che venissero a prendere anche mio padre, ma lì ho visto che la faccenda prendeva una brutta piega. Quello a cui tengo di più è che il sogno di mio padre possa continuare e non svaniscano nel nulla trent’anni di lavoro. È riuscito a diventare Lele Mora con le sue gambe, con le sue spalle. Però quello dello spettacolo è un mondo di lupi e lui, come scherza sempre, sarà pure il capobranco, ma in ogni momento rischia di finire sbranato».
    E se fosse colpevole, come reagiresti?
    «Non lo so, te lo saprò dire nel momento in cui dovessero condannarlo. Nella vita, qualche piccolo sbaglio si può fare, ma far passare mio padre per un mostro è un delirio. Ai suoi personaggi, mio padre ha sempre fatto da mamma e da papà, perché la sua agenzia è la sua famiglia».
    Un anno dopo, però, ci hanno rimesso anche i conti del gruppo e si parla di ricavi dimezzati. Da cinque anni, tu lavori con tuo padre, come stylist e come addetta stampa: hai paura di restare senza lavoro?
    «Non esageriamo, però è vero che l’azienda di Lele Mora, nel suo insieme, ha avuto un calo del 50 per cento. Oggi come oggi stiamo risalendo e alla fine posso dire (e sperare) che tutto servirà a una salutare scrematura».
    Ti riferisci anche ai vip che vi hanno lasciato? Chi ti ha deluso di più?
    «Guarda, qui nessuno ha le catene e ognuno può decidere di andare per la sua strada quando vuole. Però dipende dal modo in cui lo fai. Qui ci sono almeno cinque o sei persone che sono entrate nella nostra famiglia, hanno mosso con noi i primi passi nel mondo dello spettacolo e poi se ne sono andate sbattendo la porta. E sono sicura che saranno le prime a tornare, con la loro faccia di bronzo, quando Vallettopoli sarà finita. Chi mi ha deluso di più? La Ribas: ci siamo abbracciate tante volte, lei mi diceva che eravamo la sua famiglia. Lavorava con me, con mio padre, con mio fratello e con mio marito. Non puoi andartene e poi sparare contro Lele Mora sui giornali, dicendo che non l’ha mai fatta lavorare. Per lei mio padre ha fatto perfino un servizio da copertina, dicendo: “Voglio un figlio con la Ribas”. Allora non sei coerente e vai dove tira il vento…».
    C’è stato il diluvio delle accuse giudiziarie, ma non solo: da figlia, che effetto ti ha fatto sentir chiacchierare in pubblico delle tendenze omosessuali di tuo padre?
    «Lui è pur sempre mio padre, ha una famiglia e non gli fa certo piacere che se ne parli. Dal canto mio, io non provo nessun imbarazzo: ognuno fa come vuole, la natura è natura… Quindi, dov’è il problema? Lui non poteva essere persona migliore. Piuttosto, mi piacerebbe che trovasse una sua stabilità sentimentale: tutti ne abbiamo bisogno. La sera, quando rientri a casa, davanti alla tv, hai bisogno di avere accanto una persona che ami, con cui ridere o piangere, indipendentemente dal sesso. Finora, però, non ha trovato la persona giusta».
    Sembra impossibile farti parlare male di tuo padre…
    «Io per mio padre ho un’autentica adorazione: è riuscito alla grande in tutto quello che ha fatto nella vita, compreso il miracolo di tenere unita la sua famiglia, nonostante la separazione da mia mamma, altra splendida persona. Quando ero piccola era un po’ assente, ma appena poteva stava con i suoi due figli. E si faceva sentire… Sulla scuola, per esempio, era molto severo: lui è sempre stato bravissimo e pretendeva lo stesso da noi. Ha fatto la scuola alberghiera e gli hanno offerto di insegnare da loro. Se io o mio fratello avevamo la febbre, o si arrivava a 39, o a scuola dovevamo andarci lo stesso. Per questo l’ho idealizzato come l’araba fenice, che risorge sempre dalle sue ceneri. Nell’89, fu peggio: papà finì in galera per tre mesi, accusato di procurare droga ai vip e in una città come Verona, un po’ chiusa e bigotta, lo scandalo fu superiore a quello di oggi. Ne è uscito più pulito di prima. E lo stesso accadrà oggi. Lui non scappa di fronte ai problemi, li affronta».
    Meglio come padre o come cuoco?
    «Domanda molto difficile, perché è un grandissimo cuoco. D’altronde, prima di fare l’agente dei vip, lavorava con mia madre in un ristorante. Ricordo ancora la volta che gli chiesi come fare lo spezzatino. “Diana, in che maniera? Lo vuoi in umido, con pomodori e piselli… Come lo vuoi?”. “Papà, col sugo”. E giù una caterva di ammaestramenti: il sedano bianco, la cipolla bianca, il soffritto, il vino buono, scotta la carne…».
    Quindi non avrebbe problemi a riciclarsi in un secondo lavoro?
    «Aprirebbe subito un agriturismo, con tanti animali da cortile come piacciono a lui e come sua madre tiene ancora a Bagnolo di Po, alle porte di Rovigo. Ci va appena può, almeno due volte al mese. Ma questo lavoro gli piace troppo e quando dice “ancora cinque anni poi vado in pensione”, non gli crede nessuno. Ha già messo gli occhi su due nuove ragazze da lanciare, in cui crede a occhi chiusi. Come ha fatto con Aida. Come ha fatto con la Santarelli. Non posso far nomi, mi ucciderebbe. Ma sono certa: mio padre risorgerà più forte di prima. E in ogni caso, qualunque cosa succeda, io resterò sempre al suo fianco».
    Giorgio Caldonazzo per Visto n° 45 del 09/11/2007

  • Gianluca ha scritto:

    Rispondo a Davide… che risponde fagocitato più dalle sue delusioni personali che non da un analisi obbiettiva. Mia nonna diceva sempre che la prima gallina che canta, è quella che ha fatto l’uovo. Mi riferisco a tale Alessandro, che onestamente di così artistico ha mostrato ben poco. E che non ricorda, nel suo glorioso passato pre- Grande Fratello, di aver fatto lo spogliarellista arrotondando il suo salario mensile mettendo in bella mostra bicipiti e chiappe (quando non qualcosa di più) per quattro spiccioli… E davanti a uomini e donne (nessun riferimento alla trasmissione). Che uno strip man si formalizzi perchè ha ricevuto (semmai le avesse ricevute) delle avance da un uomo, onestamente mi fa sorridere.. E mi fanno sorridere anche certi giudizi, o pre-giudizi, che alla fine non dicono davvero nulla. Lele MOra non gestisce il 90% del settore: ci sono Beppe Caschetto, Franchino Duzio, Luca Casadei (tanto per citarne alcuni) per arrivare a Lucio Presta o a Cristiano Cucchini.. Quest’ultimo manager del quasi il 60% degli attori (veri) italiani… Un vero artista, uno che fa teatro, si rivolge ad altri lidi.. Non a Mora con la speranza di entrare a Uomini e Donne (qui il riferimento è corretto) o al Grande Fratello, perchè si sa che Mora ha entrature in programmi che non sono né di spessore, né estremamente qualitati vi per un aspirante attore… Basta guardare cosa sta combinando a quel povero Michel Altieri… un bravissimo attore e cantante, interprete de “Il ritratto di Dorian Gary” trasformato dalla L.M. in un divetto scanottato su pessime riviste come Star Tv. Quindi proviamo ad andare a bussare ad altre porte, prima di fare di tutta l’erba un faschio. Non scambiamo l’ambizione con la presunzione… ed evitiamo di tramutare i rifiuti di Mora come l’alibi per crearne un mostro…

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